progetto rabat

2004 - Nell'anno 2004 è arrivato al Centro della Microcitemia dell'Ospedale Galliera Ayoub, un bambino marocchino, accompagnato dalla mamma Samira. La situazione di malattia nella quale versava il bambino, 11 anni ma ne dimostrava 5/6, non dava adito a molte speranze relativamente alla sua attesa di vita. La mamma consapevole della difficoltà in cui si trovava ha compiuto il cosiddetto "viaggio della speranza", verso un paese che potesse prendersi cura del suo bambino. E' iniziata quindi una forma di assistenza, da parte della nostra Associazione, che si limitava ad offrire a questa famiglia l'opportunità di stare in Italia per qualche mese allo scopo di sottoporre il bambino ad una terapia intensiva unica chance rimasta per salvare Ayoub. Durante la permanenza a Genova la nostra Associazione ha raccolto il grido di dolore che si levava dal Marocco tramite i racconti che la mamma Samira faceva durante le lunghe giornate in ospedale. Da subito l'Associazione si è attivata per trovare partners disponibili ad alleggerire le spese da affrontare attraverso l'elargizione di qualche contributo. Tra gli enti che più si sono dimostrati sensibili dobbiamo citare la Croce Rossa, che garantiva l'ospitalità presso una delle sue strutture e il Rotary Club Genova-Nord che contribuiva economicamente. Verso la fine dell'anno 2004 la consapevolezza dell'Associazione che fosse necessario trovare una strada per poter aiutare un numero maggiore di bambini di Rabat crebbe enormemente e si cominciò a mettere per iscritto un piano di intervento a sostegno di questi poveri sfortunati.

2005 - La sensibilità del Rotary Ge-Nord, unita alla competenza della nostra associazione, ha consentito di mettere a punto una strategia comune di intervento che ha portato alla convinzione che si potesse organizzare un progetto di aiuto di grande portata e che questo potesse essere presentato all'organismo internazionale della Rotary Foundation perché lo finanziasse Nel frattempo continuava il programma di sostegno ad Ayoub e alla sua famiglia. In proposito va detto che si organizzò un viaggio a Genova da parte di tutti i componenti della famiglia per meglio inquadrare dal punto di vista clinico il caso ed anche per valutare se esistesse una istocompatibilità con la sorellina Kawtar per accedere al trapianto di midollo. Gli stanziamenti disponibili da parte dell'associazione non erano molto grandi ma grazie alla disponibilità dei volontari si è riusciti nell'intento di prenderci cura dei nostri assistiti.

2006 - All'inizio dell'anno è stato organizzato il primo viaggio a Rabat a cui hanno preso parte i presidenti del Rotary Club Ge-Nord e dell'Associazione ed il responsabile del Centro della Microcitemia del Galliera per esplorare lo scenario e capire su quali focus mirare il progetto. Nell'occasione la delegazione è stata ricevuta dall'Ambasciata Italiana in Marocco, dalla Dirigenza dell'Ospedale dei Bambini di Rabat, dalla Dirigenza della Sanità di Rabat e si è organizzato un primo incontro con gli operatori sanitari dell'Ospedale ed anche con le famiglie dei malati. La situazione di cui abbiamo preso visione si presentava assai peggio di come era stata ipotizzata in partenza, dovendo vivere condizioni sanitarie di estrema precarietà e nella consapevolezza che nessuno avesse a cuore il futuro di quei bambini, a parte di pochi operatori in ospedale. Nel corso dell'anno è continuato il progetto assistenziale di Ayoub, la cui salute è molto migliorata grazie alle cure prestate a Genova ed anche il profitto scolastico è andato migliorando. Si è inoltre attivata una nuova assistenza ad una giovane laureanda Maryam, assistita economicamente da alcuni Club Rotary e logisticamente dalla nostra associazione. Il resto dell'anno è stato impiegato per mettere a punto il progetto "Un ponte tra Genova e Rabat" da presentare alla Rotary Foundation, a cui la nostra associazione ha garantito il know-how ed anche un sostegno organizzativo a favore delle famiglie, che nel mese di ottobre ha ottenuto l'approvazione ed il finanziamento.

2007 - L'Associazione ha avviato una campagna di raccolta fondi per occuparsi con maggior disponibilità liquida dell'assistenza ai malati ed alle famiglie secondo la filosofia adottata dal progetto rotariano di insegnare ai marocchini come curarsi a casa loro, trasferendo le nostre conoscenze mediche e solidali al fine di garantire una buona qualità dell'assistenza globale. Il terreno sul quale ci si muove è comunque molto difficoltoso a causa della scarsa ricettibilità del problema da parte delle istituzioni ed anche a causa di fattori sociali quali la scarsa alfabetizzazione delle persone unita alla pochezza dei mezzi di sostentamento. I ragazzi Ayoub e Maryam hanno continuato ad usufruire della assistenza qui in Italia nei due soggiorni organizzati per loro a Genova, ma in parallelo va detto che durante uno dei viaggi a Rabat, avvenuto verso la fine dell'anno, si è dovuta annotare la crescente richiesta da parte delle famiglie dei malati affinché fosse data l'opportunità anche ad altri di godere del programma di assistenza in Italia. Nel corso dell'anno si è lentamente avviato il progetto del Rotary che ha da subito evidenziato come la gestione, forzatamente, a distanza causasse dei problemi di comunicazione piuttosto marcati. Nel quadro di questo progetto va annotata la visita a Genova del presidente del Rotary di Rabat-Cellah. Alla fine dell'anno è stata organizzata a Rabat una assemblea dell'Associazione dei Parenti di Thalassemici del Marocco (MATHED), presieduta dal medico che li cura prof. Khattab, durante la quale i rappresentanti della nostra associazione hanno avuto l'opportunità di incontrare i molti bambini e di raccogliere i pareri dei marocchini e le esigenze delle famiglie. Esigenze che si traducono in due grandi temi, scarsità dei mezzi economici per consentire loro di recarsi da casa all'ospedale per eseguire la terapia e scarsità dei presidi medici e delle medicine per curare i bambini. Al secondo punto ha dato una risposta il progetto acquistando un notevole quantitativo di medicinale, la nostra associazione lo ha raccolto tra i nostri volontari, mentre al primo punto ha dato una risposta l'associazione intervenendo con uno stanziamento in denaro per coprire le spese, documentate, di trasporto. Una forte preoccupazione espressa dalle famiglie è stata l'incertezza del dopo progetto, molti temono che alla fine del quadriennio programmato dal Rotary nessuno si occupi più di loro.

2008 - Ayoub è stato accolto a Genova due volte nel corso dell'anno, mentre Maryam è rimasta a Rabat per il completamento degli studi sebbene le siano stati forniti i farmaci a domicilio affinché potesse continuare a curarsi. Nel corso dell'anno si è incentivata la collaborazione con il progetto rotariano al punto che l'Associazione è stata insignita del Paul Harris Yellow, un giusto riconoscimento per il molto lavoro fatto. Ma la richiesta di aiuto da parte dei piccoli marocchini è rimasta incessante ragion per cui si è discusso molto all'interno dell'associazione sull'opportunità di costruire una forma di assistenza più organizzata, ed autonoma, rispetto a quanto avveniva. Nel mese di luglio Ayoub è stato a Genova per il suo secondo viaggio dell'anno ma è ripartito solo in quanto la mamma Samira in attesa di un bambino si è trattenuta a Genova per il parto. In questo periodo ha, come sempre, alloggiato alla Croce Rossa ed è stata assistita in tutto e per tutto dalla nostra associazione. Durante il soggiorno si è molto ragionato sulla necessità di aumentare il progetto assistenziale a favore dei bambini di Rabat e ci si è ripromessi, con Samira, di verificare la fattibilità di un progetto più impegnativo e di parlarne al successivo viaggio in Marocco. Nel mese di settembre è nato il bambino, sano, di Samira ed all'inizio di ottobre è stata riaccompagnata a casa.

2009 - Nel mese di febbraio una corposa delegazione dell'associazione si è recata a Rabat, per la prima volta staccata dal progetto Rotary. Il duplice scopo era quello di trasmettere la consapevolezza della difficile condizione in cui si trovano i bambini di Rabat ai membri dell'associazione per ottenere la condivisione dei problemi ed una partecipazione più sentita e d anche far sentire la vicinanza dell'associazione ai piccoli malati ed alle famiglie. L'obiettivo è stato pienamente raggiunto in quanto si è deciso di dar vita ad un progetto autonomo di assistenza, pur garantendo supporto a quello rotariano, in cui scopo è quello di accogliere a Genova per periodi di tempo brevi, dieci giorni, un numero crescente di pazienti in modo tale da inquadrarne la situazione clinica e rimandarli a Rabat con una serie di prescrizioni precise sulle terapie da eseguire. L'associazione si è quindi attivata per cercare partner per sostenere il progetto ed anche la disponibilità istituzionale per la costruzione di una struttura di accoglienza. Nel mese di aprile Ayoub è nuovamente tornato a Genova dove si è potuto constatare come e quanto la sua vita sia cambiata da quella prima volta nel 2004. Adesso ha 17 anni, cresce, ha ripreso a studiare con profitto, gioca con i suoi coetanei e si occupa dei suoi fratelli. Ha certamente ancora bisogno di tanto aiuto come del resto i suoi amici dell'ospedale di Rabat, che devono si imparare a curarsi a casa loro ma che hanno ritrovato il sorriso e la speranza proprio grazie alla consapevolezza che non sono più abbandonato perché qualcuno si occupa di loro. In quest'ultimo anno si è attivata una forma di collaborazione con altra associazione che si occupa di qualche paziente algerino e non si può escludere che in futuro si estenda il progetto anche accogliendo qualche paziente di quel paese.